Rocco Carfagna – Chirurgo Plastico

Il Dr Rocco Carfagna laureato in medicina e chirurgia, è specializzato in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

Nel corso della Specializzazione ha maturato molteplici esperienze presso i reparti di Chirurgia Plastica, Trauma Center, Chirurgia Oncologica e Reparto Grandi Ustionati dell’Ospedale Cardarelli di Napoli come operatore chirurgico e  presso il Dipartimento di Senologia Oncologica presso l’Ospedale Oncologico  Pascale di Napoli, nel Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale S.Giovanni Bosco di Napoli e nel reparto di Chirurgia della Mano dell’Ospedale  dei Pellegrini di Napoli.

Numerosi sono le relazioni in congressi in Europa ed in America latina su tecniche innovative ed utilizzo particolareggiato di fillers e tossina botulinica.Consulente scientifico di numerose aziende nazionali ed internazionali produttrici di fillers e devices medicali per la chirurgia e medicina estetica.

Dall’ottobre 2008 è direttore sanitario dello studio di chirurgia e medicina estetica di Salerno.E’ iscritto dal 2014 presso l’Ordine dei Medici di Granada (ES), prestando la sua opera chirurgica a Granada ed a Marbella.

Oggi lavora stabilmente, oltre che in Spagna e Salerno, anche a Roma, Bisceglie, Riccione, San Marino, Milano e Martinsicuro sedi presso le quali sarà possibile avere una prima visita di consulto , attraverso la quale il Dr Carfagna potrà illustrare i vari interventi quali mastoplastica additivarinoplasticablefaroplasticaaddominoplastica, ecc… che permetteranno di migliorare la qualità della vita di chi vive un disagio legato alla propria fisicità.

 

 

 

Mastoplastica additiva

 

 

Decidere di aumentare le dimensioni del proprio seno aumenta l’autostima di molte donne e migliora drasticamente il rapporto con il proprio corpo.
La mastoplastica additiva è una delle procedure chirurgiche maggiormente richieste sia negli Stati Uniti d’America che in Europa. E’ un intervento che modifica drasticamente l’aspetto fisico di una donna. Seni post-gravidici e mammelle di piccole dimensioni trovano in quest’intervento una soluzione definitiva. Recentissimi studi hanno supportato, inoltre, la sicurezza di questo tipo di intervento.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione endovenosa; la durata dello stesso è di circa 40 minuti.

E’ di fondamentale importanza, per una corretta e professionale esecuzione e riuscita dell’intervento, che il paziente sia in grado di comunicare al chirurgo le sue esigenze e le sue aspettative e, di contro, il chirurgo, nelle visite che precederanno l’intervento, sia chiaro, esauriente nell’esporre al paziente, vantaggi, difficoltà, scelte tecniche e reali aspettative possibili.

L’impianto protesico, ad esempio, può essere di tipo anatomico, rotondo,conico, lo stesso materiale utilizzato per la produzione può essere un polimero siliconico o di poliuretano, così come il posizionamento dello stesso può avvenire in modo che la protesi sia alloggiata posteriormente alla fascia muscolare (retromuscolo), tra la fascia muscolare e il tessuto ghiandolare ( retroghiandola) oppure, con una tecnica comunemente definita “dual plane”, si utilizzano sia la fascia muscolare che il tessuto ghiandolare al fine di “coprire” l’impianto in modo adeguato.

Anche le vie di accesso dell’impianto protesico possono essere differenti e contemplare, ad esempio, un accesso dal solco ascellare piuttosto che dal solco sottomammario o un accesso emiperiareolare. Le scelte della tipologia dell’impianto, della sua collocazione e dell’accesso, sono assolutamente dipendenti dalla specifica, unica e individuale fisicità e aspettative del paziente. Le misure antropometriche che il chirurgo sapientemente e con zelo ricaverà nel corso dell’esame obiettivo al paziente, saranno fondamentali e consentiranno di offrire al paziente stesso, massima sicurezza, totale soddisfazione e la certezza che l’impianto protesico scelto sarà esattamente del tipo necessario e “su misura” per la sua persona.

Al termine dell’intervento, per circa quattro settimane dovrà essere utilizzato un reggiseno particolare. Molte pazienti hanno bruciori e prurito alle cicatrici per qualche giorno. I punti di sutura saranno rimossi dopo una settimana dell’accesso protesico. Le normali attività fisiche potranno essere riprese già dopo qualche ora dall’intervento facendo attenzione a non eccedere in sforzi fisici per circa tre settimane.




Mastopessi


 

L’intervento di mastopessi è volto al modellamento del seno cadente e rilassato o svuotato. Le cause che provocano progressivamente il rilassamento cutaneo e ghiandolare sono i dimagrimenti veloci con perdita della componente adiposa delle mammelle oppure nella maggior parte dei casi l’ipotrofia mammaria post gravidanza e post allattamento, la forza di gravità e il normale processo d’invecchiamento. Il risultato è fonte di grande disagio per la donna perché risulta un seno svuotato.

Attraverso la mastopessi il chirurgo riesce a modellare il seno riportandolo alla forma ad all’armonia passata, eliminando la cute in eccesso e riposizionando la mammella ed il suo complesso areolo capezzolo in una posizione più naturale ed esteticamente piacevole.
 
Spesso la perdita di peso o la fine dell’allattamento, ma a volte anche la normale perdita di elasticità cutanea, portano il seno a rilassarsi modificando la forma. A volte il volume naturale del seno presente è soddisfacente e quindi il solo lifting basterà per il modellamento desiderato sia per la forma che per la posizione a livello toracico. Altre volte il seno si presenta troppo vuoto e conseguentemente sarà necessario il contemporaneo inserimento di una protesi mammaria per ripristinare il volume preesistente.
 
La paziente candidata ad una mastopessi presenta una o più delle seguenti caratteristiche: il seno cadente o ptosico; il seno poco sodo; i capezzoli che puntano verso il basso; la piega sottomammaria abbondantemente coperta Questo tipo di intervento non è adatto a tutte le donne. Un esperto chirurgo esamina il seno nella forma, nel volume, nella qualità della cute ed inoltre studia il posizionamento di areola e capezzolo. Si discute con la paziente circa le aspettative (forma e volume desiderato) e si decidono il tipo di cicatrici necessarie per ottenere l’effetto desiderato.
Se il seno è anche svuotato, oltre che rilassato, dovrà prendere in considerazione la possibilità di effettuare una contemporanea mastoplastica additiva. Se invece è solo svuotato è possibile eseguire solo il riempimento chirurgico senza il lifting. Riceverà quindi le informazioni relative all’intervento e alle caratteristiche del postoperatorio.
L’anestesia in questo tipo di intervento può essere sia locale con sedazione che generale.
 
La scelta verrà effettuata dal chirurgo insieme alla paziente valutando il tipo di pessi da effettuare, l’eventuale inserimento della protesi e sua collocazione al di sotto della ghiandola o del muscolo pettorale, ed anche alla predisposizione emotiva della paziente e della sua capacità di collaborare.
 
 

 




Ginecomastia


 

 

La ginecomastia è una condizione caratterizzata dallo sviluppo (anomalo) delle mammelle nell’uomo.
Può essere del tutto fisiologico, infatti, che, durante la pubertà, si assista ad uno sviluppo della ghiandola mammaria anche nell’uomo ma, dopo breve tempo, questa situazione tende a risolversi spontaneamente. Quando la naturale atrofia non interviene, o a seguito di assunzione di farmaci o altre condizioni favorenti, si ha un aumento di volume che non comporta particolari conseguenze fisiche, ma conseguenze certamente di tipo psicologico.

Per risolvere questa condizione ci si può sottoporre ad un intervento di chirurgia plastica, che è pressoché identico nella tecnica e nella procedura,  sia in caso di ginecomastia vera, sia in caso di ginecomastia falsa (pseudoginecomastia).
Si tratterà quindi di eliminare dalla regione toracica dell’uomo, posteriormente alle areole, il tessuto mammario e\o adiposo eventualmente presente.

L’intervento può essere effettuato con tecniche e soluzioni differenti a seconda che si tratti di tessuto adiposo o ghiandolare, ma si svolgerà, comunque, in regime di day surgery ed in anestesia locale con sedazione endovenosa, consentendo al paziente una brevissima degenza di qualche ora ed una rapida ripresa.

 




Ginecologia Estetica


 

Sempre più pazienti si rivolgono alla chirurgia plastica non già solamente per problematiche relative al proprio viso o a parti del proprio corpo decisamente visibili.

Richiestissima, infatti, è la revisione, il ringiovanimento o il modellamento degli organi genitali esterni.

La crescente domanda dei pazienti in tal senso, è legata all’allungamento della vitalità sessuale che caratterizza donne e uomini entrati negli “anta”.

Il chirurgo che risponde a tali richieste ha a disposizione soluzioni differenti a seconda della singola necessità della paziente e legata alla eterogeneità delle stesse

Anche pazienti estremamente giovani,infatti, spesso richiedono il riempimento delle grandi labbra dei genitali esterni, questo per volumizzare, idratare, rendere certamente più gradevoli le stesse. È certamente un intervento estetico, ma non soltanto, in considerazione che, aumentando il volume, l’idratazione e quindi le superfici di contatto, anche il piacere fisico, durante i rapporti con il proprio partner ne ottiene un benefico incremento.

Contestualmente a tale intervento, che in genere prevede l’utilizzo di fillers adatti a tale scopo, acido ialuronico in primis, si può effettuare anche la volumizzazione del “punto G” atta ad ottenere gli stessi benefici su citati. E’ questo, un intervento ambulatoriale, che richiede l’adozione di piccolissime dosi di anestetico locale e la cui esecuzione prevede tempi assolutamente ridotti nell’ordine dei quindici minuti circa. La durata, invece, dell’effetto, a seconda delle quantità di filler utilizzato e del filler stesso, va dagli 8 ai 20 mesi, trascorsi i quali, la paziente può richiedere di effettuare un nuovo trattamento esattamente come, ad esempio, si fa per le labbra piuttosto che per le rughe del viso trattate con i fillers.

Nessuna particolare attenzione è richiesta dopo il trattamento e la paziente potrà, pertanto, riprendere la propria vita sociale fin da subito.

Differenti, sono, invece, le necessità estetiche e funzionali, di pazienti che si rivolgono al chirurgo a seguito di prolassi, ptosi, ipertrofia dei genitali esterni. Indagato su eventuali cause e patologie primarie, secondarie o annesse ed escluse le stesse, il chirurgo effettuerà un intervento per ristabilire le condizioni fisiologiche ed anatomiche corrette al fine di consentire un’adeguata e dignitosa vita sessuale alla paziente. Tempistiche operatorie e post operatorie sono assolutamente legate alla tipologia di patologia e al conseguente intervento chirurgico che la sua risoluzione necessita.

Ad ogni modo, sia chirurgica, sia medico-estetica, la risposta al paziente sarà certamente rapida, e senza esiti visibili, il tutto al fine di rendere maggiormente soddisfatta la paziente.

 




Rinoplastica


 

 

La rinoplastica è l’intervento per mezzo del quale si modificano la totalità delle strutture che compongono il naso del paziente per la risoluzione di problematiche di tipo estetico, funzionale o, nel caso fosse necessario, di entrambe.

Il naso è la parte più evidente e caratterizzante il nostro viso, seconda sola agli occhi. La sua forma e la sua misura caratterizzano il volto. Ogni anno centinaia di migliaia di persone in Europa scelgono di migliorare l’aspetto e/o la funzionalità del proprio naso attraverso la rinoplastica. Molti desiderano cambiarne le dimensioni o la forma, altri desiderano porre rimedio a danni causati da incidenti, altri ancora chiedono solamente di poter respirare meglio. Se si ha intenzione di modificare l’aspetto del proprio naso, è necessaria un’accurata visita specialistica che possa rivelare al paziente le necessità e le possibilità che ciascun caso richiede. Il naso ideale varia da viso a viso, dipende dal tipo di pelle, dall’etnia, dall’età e da altre variabili tutte assolutamente importanti. Durante la visita il chirurgo discuterà col paziente e saprà spiegare al meglio le eventuali procedure da effettuare per raggiungere le aspettative che ci si è prefissi grazie anche a strumenti grafici di simulazione che aiuteranno ad immaginare quale potrà essere l’effetto finale dell’intervento.

L’intervento viene effettuato in anestesia locale con sedazione e dura all’incirca 40 min. Tutte le incisioni necessarie vengono effettuate all’interno del naso stesso per cui risulteranno invisibili. Se il naso dovesse essere molto largo, il chirurgo lo renderà più piccolo agendo sulla cartilagine; se il setto nasale risultasse alterato a tal punto da compromettere la respirazione il chirurgo sarà in grado, nel corso dello stesso intervento, di risolvere anche questa problematica; talvolta il profilo può essere migliorato innestando tessuto cartilagineo, ove mai fosse necessario.

La tecnica “DELIVERY” da me, nello specifico utilizzata, è una tecnica appresa dal Prof. Micheli Pellegrini, da lui eseguita ed insegnata per anni e che lo ha reso il “deus ex machina” della rinoplastica. E’ una tecnica che consente di intervenire in tempi estremamente brevi, con scarsissimo traumatismo dei tessuti, in modo decisamente preciso e corretto sul modellamento della punta, rendendo la rinoplastica completamente personalizzabile a ciascun paziente evitando nasi dall’aspetto francamente chirurgico (“nas rifatto”).

L’intervento così svolto, risulterà in grado di armonizzare al meglio i tratti del viso del paziente assicurandogli, al contempo, una rapida ripresa e offrendogli confort e scarsità di effetti collateral sin da subito.

Tutti pazienti che effettuano questo intervento rientrano nella propria abitazione il giorno stesso dell’intervento (DAY SURGERY OPERATION). Il paziente avrà sul naso un gessetto contenitivo e protettivo per una settimana. Il naso ed il viso, probabilmente, si gonfieranno per qualche giorno e qualche ematoma potrà comparire nella parte inferiore degli occhi. Il tutto sarà alleviato dalla prescrizione di alcuni farmaci ad hoc da parte del tuo chirurgo. Qualunque genere di attività sportiva potrà essere ripresa al massimo dopo due settimane.




Blefaroplastica


 

 

I nostri occhi sono la parte del viso che maggiormente caratterizza la nostra individualità.
Il loro “taglio”, colore ed espressività comunicano i nostri stati d’animo e, spesso, molto più di quanto diciamo con le stesse parole.
I segni del tempo ne appesantiscono l’aspetto dando all’intero volto un’immagine stanca a compassata.
Può capitare anche ad individui molto giovani che le palpebre, spesso quelle superiori, siano appesantite da tessuto adiposo e cute in eccesso e necessitano, pertanto, dell’interessamento del tuo chirurgo per “alleggerire” l’aspetto del viso.

Chirurgia delle Palpebre

La Blefaroplastica è un intervento in crescita esponenziale tra gli interventi che i pazienti richiedono maggiormente al chirurgo plastico.
Questo accade in quanto è un intervento chirurgico che modifica drasticamente la sembianza del volto senza alterarne l’originario aspetto, ma offrendone un’immagine più adeguata e alleggerita, privandola della tipica “pesantezza” che le “borse” pei oculari rendono alla tua figura.

Quando pensare di fare la Blefaroplastica?

Se il tuo viso è gravato dalla presenza delle “borse” palpebrali inferiori o superiori o, peggio ancora, da entrambe, chiedi al tuo chirurgo come risolvere in tempi estremamente rapidi e definitivamente il tuo problema con la Blefaroplastica.

Quale sarà l’iter operatorio e post-operatorio?

Tutti i pazienti che effettuano questo intervento chirurgico, rientrano nella propria abitazione il giorno stesso dell’intervento. Avrai lungo la rima palpebrale inferiore (in caso di Blefaroplastica inferiore) un unico punto si sutura ed un cerottino che, nel caso di Blefaroplastica superiore, vengono apposti anche sulla palpebra superiore nella piega oculo-sopracigliare.
Già nell’immediatezza delpost intervento, non avrai nessun genere di problema alla tua vista. Gonfiore e qualche ematoma caratterizzeranno la regione periorbitale per 4-8 giorni.
Il tutto sarà allievato dalla prescrizione di farmaci ad hoc da parte del tuo chirurgo.

L’intervento

La Blefaroplastica si prefigge l’obiettivo di eliminare il tessuto adiposo e la cute in eccesso dalle palpebre superiori e/o inferiori.
L’intervento si svolge in regime di day-surgery e dura circa dai 30 minuti ai 45 minuti nel caso di Blefaroplastica inferiore e superiore. Viene effettuato in anestesia locale con una blanda sedazione endovenosa.
L’unico punto di sutura per palpebra, viene rimosso dopo 4-6 giorni e la cicatrice che ne risulterà sarà ben nascosta e quasi del tutto invisibile.
L’intero viso beneficerà del nuovo aspetto più rilassato e fresco.




Otoplastica


 

 

L’’otoplastica è l’intervento che viene realizzato per correggere le orecchie a sventola, dette anche prominenti, al fine di riposizionarle in una posizione più corretta e di creare una piacevole morfologia del padiglione auricolare, sia in pazienti giovanissimi che meno giovani, l’eventualità di risolvere una problematica estetica del genere è fondamentale al fine di alleviare implicazioni psicologiche estremamente pregnanti.

Nella norma, le due orecchie non sono mai esattamente uguali e simmetriche e pertanto anche l’intervento chirurgico difficilmente consentirà di realizzare questa opzione. L’intervento non ha nessuna ripercussione sull’udito. A seconda delle necessità, può essere opportuno intervenire su entrambe le orecchie oppure su una sola e la tattica chirurgica può differire sui due lati. L’intervento è spesso effettuato anche sui bambini a partire dai 5- 6 anni di età. Le cicatrici sono generalmente nascoste sulla faccia posteriore del padiglione auricolare, rivolte verso il cranio, anche se talvolta può essere necessario aggiungere delle cicatrici, per la verità di fatto assai poco visibili, sulla faccia anteriore del padiglione stesso.

L’intervento può essere realizzato in anestesia locale semplicemente rendendo insensibile il padiglione auricolare con punture locali od eventualmente in anestesia locale con sedazione cioè iniettando anche dei farmaci per via endovenosa al fine di tranquillizzare il paziente. Nei bambini più piccoli può essere necessario ricorrere all’anestesia generale. L’intervento può essere effettuato con differenti yecniche chirurgiche, talune volte sarà necessario asportare una piccola ellissi di cute dalla faccia posteriore del padiglione auricolare e nel successivo rimodellamento e riposizione della cartilagine auricolare. Talune altre, si possono apporre punti di sutura sulla cartilagine del padiglione auricolare per modellare adeguatamente l’elice, l’antielice e/o l’intero padiglione auricolare.

L’intervento su entrambe le orecchie dura circa un’ ora. Al termine viene realizzata una medicazione modicamente compressiva a mò di turbante. La medicazione compressiva viene lasciata in sede per alcuni giorni e successivamente si applica comunque un’ulteriore medicazione per circa una settimana. Nel decorso postoperatorio, è comune un lieve dolore durante i primi giorni che viene controllato con terapia analgesica per os. Vengono generalmente prescritti antibiotici per bocca per almeno tre giorni.

I punti si rimuovono dopo 10 giorni circa e al paziente viene consigliato l’uso di una benda elastica alla notte per 20 giorni.